Tap in Salento la solita storia dell’opera strategica

Approvazione del gasdotto Tap in Puglia da parte del governo e del Ministero dell'Ambiente. Ignorata come sempre la popolazione contraria allo scempio delle coste del Salento.

di Davide Amerio

Come mai tutte le opere che buona parte dei cittadini, comitati spontanei, amministrazioni locali giudicano essere inadatte da realizzare sul loro territorio perché dannose per l’, per la salute, per l’economia locale (nonché il ) risultano alla fine di importanza ‘strategica‘?

Davvero tutti quanti soffrono della sindrome di NIMBY?

E come mai da decenni non ci capita di ascoltare da parte dei vari governi di destra, sinistra, centro, sopra e sotto della promozione di piani ‘strategici’ che riguardino il dissesto idrogeologico del territorio, la difesa del patrimonio artistico, la tutela dell’ambiente, la protezione della salute dei cittadini che non dovrebbero essere costretti a scegliere tra il pane quotidiano e un lavoro che compromette la loro salute? E in quello che una volta era ‘il paese più bello del mondo‘ non sentiamo mai parlare di piani strategici per il turismo per far si che diventi una delle risorse primarie per il nostro PIL?

Non è dato sapere! Invece tutto ciò che riguarda cementificazione, scavare tunnel, gallerie, sopraelevate, autostrade, etc etc è sempre ‘strategico’.

Ieri il Comitato ha appreso che:

La commissione nazionale Via del dell’ambiente, chiamata a valutare l’impatto ambientale del progetto, ha espresso parere favorevole a , il gasdotto che dall’Azerbaijan, passando da Grecia, Albania e Mar Adriatico, sbarcherà nel , a San Basilio, lungo la costa di San Foca (Melendugno). Da qui si arriverà a Mesagne, dove sarà collegato alla Rete Snam. [Fonte: www.leccesette.it]

Opera definita strategica dal nostro governo per l’approvvigionamento del gas rendendoci indipendenti dalla Russia. Così almeno dicono. E lo dicono quelli che governano con l’ex Presidente del Consiglio (Berlusconi) che consegnò l’Italia nelle mani di Putin e della Gazprom sovietica. Tanto per non dimenticarcelo.

Il nuovo gasdotto approderà sulle spiagge del Salento (San Foca) con buona pace delle numerose manifestazioni contrarie della cittadinanza e della stessa regione che aveva espresso parere contrario. Ma si sa che oramai in Italia contano solo i pareri favorevoli quelli contrari sono per i disfattisti e i ‘gufi’.

Promette battaglia Gianluca Maggiore del Comitato No Tap i cui membri osservano, in un comunicato che riportiamo qui sotto, come siano stati ignorati gli studi e le considerazioni che sconsigliavano la messa in opera di questo impianto in una zona turistica.

I lavori dovrebbero iniziare nel 2015 con completamento nel 2020 quando il gasdotto dovrebbe entrare in funzione a pieno regime. Ora si attende il parere definitivo del ministero del Turismo.

D.A. 30.08.14

Il comunicato del Comitato No Tap:

Abbiamo appreso dalla stampa che la commissione tecnica del Ministero dell’Ambiente ha espresso parere favorevole al progetto Tap. In questo momento, il buon senso richiede di aspettare il documento ufficiale per leggere le motivazioni che hanno portato, stando ai giornali, ad un si “tecnico” con prescrizioni. Ma la battaglia contro la TAP è ancora aperta, in quanto ora al parere tecnico seguirà il passaggio politico, in cui i Ministri dell’Ambiente e dei Beni Culturali dovranno firmare il decreto interministeriale di compatibilità ambientale. Poi, ancora più importante, ci sarà il passaggio finale dell’Autorizzazione Unica che rilascia il Ministero dello Sviluppo Economico, in cui la Regione Puglia potrà negare l’intesa autorizzativa col ministero, esercitando le sue prerogative, previste dall’articolo 52 quinquies del D.P.R. n. 327 del 2001.
In questo momento però, sentiamo il dovere di esprimere il rammarico di tutta la gente che, da sola oppure con la propria associazione, ha sostenuto e partecipato a titolo volontario, ad uno studio capillare del progetto, esprimendo un NO motivato alla TAP attraverso le osservazioni inviate alla regione e al ministero. Questo largo movimento di opinione ha portato 30 comuni salentini a deliberare la propria contrarietà al progetto e la Regione Puglia, che rappresenta il massimo organo di governo del territorio, ha fatto proprie le motivazioni espresse confermando, nella prima e nella seconda ripubblicazione del progetto, il proprio NO tecnico e politico.
Questo coinvolgimento dimostra che l’opposizione al TAP è stato finora un momento importante di cittadinanza attiva in cui si è forse ritrovato un senso di comunità e di cooperazione che ha permesso al movimento di diventare maggioranza culturale nel territorio salentino.
Ci aspettiamo ora, che quella parte di politica che in questi anni si è mossa con noi per rappresentare la volontà della popolazione di proteggere il proprio territorio contro la TAP, continui a farlo anche in futuro e, con ancora più forza.
Comitato NO TAP