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Tav Firenze rinnovato l’osservatorio ambientale. Interviene Idra

Gli amici dell'associazione Idra di Firenze ci segnalano il loro intervento sulla Tav Firenze con la richiesta di audizione al nuovo osservatorio ambientale

di Associazione di volontariato Idra .

Rinnovato in ritardo, si riunirà per la prima volta il prossimo 22 luglio, ma la notizia non compare neppure sul suo sito. Il nuovo Ambientale per il Nodo di Firenze deciderà quel giorno se accogliere la richiesta dell’ di essere audita: per quasi due anni infatti il “lungo elenco di domande su cui presto verranno fornite le opportune risposte” (questo l’impegno riportato dalle cronache dopo l’ultima audizione, il 7 ottobre 2013) è rimasto una striscia di punti interrogativi inevasi.

Nel frattempo, segnala Idra nella lettera al presidente Giacomo Parenti (che riveste l’incarico di direttore generale del Comune a Palazzo Vecchio), sono state sospese anche le attività informative del “Comitato di garanzia per l’informazione e la comunicazione” (creatura della Regione Toscana, della Provincia di Firenze, del Comune di Firenze e di RFI), ed è maturato il rinvio a giudizio di una fitta schiera di controllati e controllori di alto rango, dopo la poderosa inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura della Repubblica di Firenze. Nei capi di imputazione, ha sottolineato il giudice nella memoria depositata presso l’Autorità Nazionale Anticorruzione, “si descrivono dettagliatamente i metodi dell’ente appaltante (RFI) nella gestione degli appalti per l’AV, le complicità di committenti e controllori, i reali obiettivi perseguiti, i sistemi adottati per la dilatazione del costo dell’opera, il fine di procurare vantaggi economici ai  privati affidatari degli appalti e ai loro sponsor pubblici, e le enormi somme sperperate dallo Stato; creando occasioni per il saccheggio del danaro pubblico per miliardi di euro […] all’insegna del più tracotante conflitto di interessi che caratterizza tutte le operazioni”. Secondo Imposimato,presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione, “siamo di fronte a un sistema criminale di estrema pericolosità sociale, trasversale alla Pubblica Amministrazione e a soggetti privati che attuano l’operazione Alta Velocità riguardante nella fattispecie il passante Alta Velocità del Nodo ferroviario di Firenze come strumento speculativo piuttosto che come opera infrastrutturale socialmente utile”.

Nella lettera al presidente dell’Osservatorio Ambientale si precisa che la stessa Autorità Nazionale Anticorruzione, dopo gli esposti di Idra e la conseguente istruttoria aperta da Raffaele Cantone a 360 gradi sul caso-Firenze, evidenzia nella “Relazione annuale 2014” alla Camera dei Deputati del 2 luglio scorso “diverse criticità, tra le quali […] il significativo aumento contrattuale (9,6% circa) per effetto di modifiche introdotte in corso d’opera; il rilevante contenzioso tra committente e Contraente Generale […]; gli enormi ritardi”. E rileva che “le criticità sopra richiamate sono strettamente collegate tra loro, in quanto alcune questioni, in particolare quella delle terre di scavo, influiscono significativamente sia sui costi e i tempi dell’opera, che sul contenzioso”. Circa la quantificazione economica delle riserve, l’Autorità osserva “come i maggiori costi siano da ricondurre soprattutto all’andamento anomalo della commessa”.

L’Autorità aggiunge che “in relazione alle circostanze contestate dalla Procura della Repubblica di Firenze, per ciò che concerne le competenze dell’ANAC, si ritiene comunque necessario verificare eventuali responsabilità dei soggetti che, ove coerentemente con i compiti ad essi assegnati, avessero effettuato e documentato adeguati controlli, avrebbero probabilmente potuto evitare la stessa formulazione delle imputazioni o consentito l’immediato superamento delle stesse; da altro punto di vista la formulazione di tali accuse da parte della Procura deve essere adeguatamente valutata dagli organi preposti al controllo dell’esecuzione dei lavori, al fine di assumere eventuali provvedimenti”. Ci domandiamo, scrive in proposito Idra a Giacomo Parenti, se non sia individuabile un possibile ruolo dell’Osservatorio proprio nel contesto di valutazione qui indicato dall’Autorità. Considerato anche il fatto che “circa la questione dello smaltimento delle terre da scavo, RFI ha rappresentato la diversa classificazione dei materiali operata dalla Procura, ma non ha posto in evidenza, nelle informazioni fornite all’Autorità conseguentemente all’avvio dell’istruttoria, adeguati provvedimenti adottati nei confronti dei soggetti responsabili […] a seguito delle contestazioni mosse dalla Procura”.

Secondo Idra, “il quadro d’insieme delle circostanze […] non sembra delineare un contesto di trasparenza all’altezza delle esigenze, che sia in grado di tranquillizzare rispetto all’indotto ambientale ed erariale dell’operazione del sottoattraversamento AV della città patrimonio mondiale dell’Unesco”.

La nota così conclude: “Mentre auspichiamo, dunque, una decisa conversione del rinnovato Osservatorio all’interlocuzione democratica con la cittadinanza, alla trasparenza degli atti e all’efficacia informativa, chiediamo una nuova audizione urgente che permetta di porre alla Vostra attenzione, oltre alle numerose istanze rimaste inevase, le nuove criticità percepite da quella parte della cittadinanza di cui – come associazione di volontariato – ci facciamo da anni preoccupati portavoce”.