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TAV il monitoraggio sull’amianto è insufficiente interrogazione della Frediani

Comunicato stampa M5S sull'interrogazione in Regione Piemonte inerente i dati dell'amianto nei cantieri Tav.

Comunicato Stampa del sulla incredibile situazione del monitoraggio sull’ nei cantieri :

TAV – FREDIANI (M5S): “MONITORAGGIO ANTE-OPERAM SULL’AMIANTO E’ INSUFFICIENTE, LO DICONO LE CARTE. LTF – TELT FA CIO’ CHE VUOLE E LA REGIONE TACE”

Rispondendo ad una nostra interrogazione sull’amianto al cantiere TAV della Maddalena, la Regione conferma le preoccupazioni che abbiamo da mesi: il monitoraggio ambientale ante-operam delle fibre di amianto disperse nell’aria non è stato eseguito secondo le prescrizioni del Ministero, dell’ e della .

In seguito ad un confronto LTF – Arpa, con indicazioni della Regione Piemonte, sono stati concordati 12 punti di monitoraggio delle fibre di amianto aerodisperse nella fase ante-operam, 9 individuati nel Piano di Monitoraggio Ambientale e ulteriori 7 da aggiungere obbligatoriamente per indicazione della prescrizione n.77 della Delibera CIPE n.86/2010.

Successivamente alcune stazioni sono state stralciate per giusta motivazione (perché ridondanti o troppo vicine). Ma di quelle 12 poi in concreto solo 5 sono state posizionate per il controllo delle fibre di amianto. Più volte ARPA ha chiesto a LTF le motivazioni tecniche dell’annullamento dei punti. LTF nelle sue risposte indica come unica motivazione quella di tipo economico.

Il costo di una centralina di rilevamento varia in base alla strumentazione istallata, mediamente 14 mila Euro più la manutenzione annuale circa 10 mila. Ridicola la motivazione di tipo economico fornita da LTF per una Società che richiede sempre più soldi: nel 2015 sono stati chiesti 2 miliardi 358 milioni di euro in più per il tratto Italiano dell’alta velocità Torino-Lione, portando costo complessivo dell’opera a 7 miliardi 789 milioni. E per ora siamo solo a metà dello scavo del cunicolo esplorativo.

Ne risulta che i dati del monitoraggio ante-operam, che dovrebbero servire come comparazione con i dati del monitoraggio in corso d’opera, non sono probabilmente attendibili o comunque non sufficienti rispetto alle valutazioni fatte insieme all’ARPA.

La Regione, che attraverso ARPA, dovrebbe tutelare la salute dei cittadini viene ancora una volta completamente ignorata e subisce passivamente le scelte prese a Roma. e Valmaggia, dopo questa vicenda, sono di fatto retrocessi a semplici passacarte del Ministero senza la forza di reagire a fronte di queste scorrettezze.

Bloccare il cantiere è ancora più necessario alla luce di questi elementi per tutelare la sicurezza e la salute dei cittadini. TELT deve pagare per l’inottemperanza alle prescrizioni e per gli eventuali danni alla salute dei cittadini.

, Consigliere regionale M5S Piemonte