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Tav: la valle attacca, pronto il piano elaborato nel contro vertice

Tav: la Valle risponde al vertice. I comuni faranno quello che non hanno mai fatto i governi di questi ultimi 20 anni, sposteranno le merci sul treno

foto di Francesco Cavezzale

di Report.

Durante il contro vertice tenutosi  a Villarfocchiardo si è deciso si promuovere, in ogni comune della Valle, una delibera per impedire la circolazione degli autocarri Euro 1 e 2 e di quelli che trasportano merci pericolose in Valsusa. Dovranno predisporla a applicarla tutti i comuni della Valle di .

Ci impegniamo a visionare la legge europea e trovare il modo per applicarla, con delibera o ordinanza, bisogna lavorare di concerto” questa la dichiarazione del sindaco di Caprie Paolo Chirio alla riunione.

foto di Francesco Cavezzale

foto di Francesco Cavezzale

L’accordo Italia Francia del 30 gennaio 2012 aveva stabilito per il Parlamento italiano l’obbligo di impedire il trasporto di cargo euro1 e euro2 ed anche i trasporti pericolosi per tutta l’Europa,  espressione della volontà di spostare le merci dalla gomma al treno. Nei venti anni di progetti dei propositori sempre è stata dichiarata questa volontà “ecologica” che dal 2012 avrebbe dovuto avere applicazione pratica; peccato non sia mai stata messa in atto.

In Francia alcuni municipi hanno già preso espresso questa volontà politica in vista del prossimo vertice che si terrà a Venezia. Se è vero che molti trasportatori hanno di fatto un parco camion modernizzato, questa decisione pone un attacco iniziale mediatico importante. “Iniziamo da qui – ha ribadito Daniel Ibanez di Non a Lyon-Turin il nostro è un vertice senza della polizia a proteggerci, significa che diciamo delle verità, contrariamente a quello che avverrà a Venezia“.

foto di Francesco Cavezzale

foto di Francesco Cavezzale

L’8 marzo saranno in molti a protestare nella città dei Dogi, tre autobus arriveranno dalla valle e molti altri se ne aggiungeranno da tutta Italia; una protesta che assume ogni giorno di più una dimensione nazionale che coinvolge anche altri movimenti. “Quello che fanno i territori non lo fanno i governi e i loro partiti” si sente dire oramai da più parti.

(V.R. 06.03.16)