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Tav l’Europa taglia i fondi a TELT

Arriva l'attesa scure sui finanziamenti al Tav da parte dell'Europa. Nessuna sorpresa per chi sapeva che sarebbe finita in questo modo.

di Davide Amerio.

Come sul dirsi la verità viene a galla, prima o poi, nonostante gli sforzi per affossarla.

Così accade in questi giorni che la decida di finanziare con  solo €813 milioni per il traforo da St-Jean-de-Maurienne a Susa.  La e l’ ne avevano chiesto  almeno €466 milioni in più.

Un taglio consistente era già avvenuto per il cunicolo della ; scriveva la Commissione :

(…) e conclusioni dell’esame intermedio del portafoglio di progetti del programma pluriennale RTE-T 2007-2013 (esame del PPA) hanno evidenziato che il progetto registra un notevole ritardo dovuto a difficoltà amministrative e tecniche. I negoziati tra la Francia e l’Italia per quanto riguarda la nomina del nuovo promotore pubblico, la scelta della procedura di aggiudicazione degli appalti per i lavori pubblici e i contributi finanziari rispettivi dei beneficiari a favore del progetto nel suo insieme hanno portato ad una revisione del calendario , senza tuttavia rimettere in questione il proseguimento delle attività. Di conseguenza si è giunti alla conclusione che l’azione potrà proseguire e giungerà a compimento il 31 dicembre 2015 sulla base dei piani modificati corredati
di condizioni di attuazione.

La Commissione rilevava inoltre che

In fase di elaborazione dell’atto aggiuntivo, si è constatato tuttavia che, per via di ulteriori ritardi, l’azione non potrà essere portata a termine entro il 31 dicembre 2015. Si è dovuto pertanto aggiornare l’ambito dell’azione per includervi unicamente le attività che potranno effettivamente essere realizzate. (…)

Pertanto la decisione presa fu la seguente

i beneficiari è concesso un contributo finanziario comunitario massimo di
395 282 150 EUR

Questo a fronte dei 671,8 previsti dal governo italiano. Ora la nuova stoccata.
Informa presidioeuropa.net

Sarebbero comunque stati una minima parte di quanto necessario, perché l’intera Torino-Lione costa a preventivo €26,6 miliardi di denari interamente pubblici, ma la Commissione ha evidentemente un giudizio molto negativo sulla capacità dei due Stati membri di investire seriamente i finanziamenti europei, e dunque ha ridotto  pesantemente il suo impegno, come già aveva fatto per il cunicolo de La Maddalena (Decisione UE del 5.3.13, taglio da €671,8 a €395 milioni).

Dunque la Francia e l’Italia, grazie a LTF ora TELT, possono essere orgogliose di aver già perso €743 milioni di contributi comunitari in soli 2 anni! E prima ancora di aver iniziato i lavori veri e propri.

E intanto, poiché il cunicolo di Chiomonte non potrà essere completato entro il 31 dicembre 2015 come chiesto dall’, l’Italia rischia anche di perdere ulteriori quote del relativo finanziamento che le spetta integralmente (art. 15 del Trattato di Roma tra Italia e Francia del 30 gennaio 2012).

Francia e Italia hanno annunciato di voler comunque iniziare i cantieri per il tunnel di base ma, in assenza di costi vincolanti e di impegni di spesa certi, violano così il Trattato di Roma da loro stesse sottoscritto  (artt. 16 e 18[4]), oltre che l’articolo 126 del TFUE[5] che esige una gestione sana e attenta del denaro pubblico.

I conti, come previsto, non tornano e l’opera si indirizza chiaramente sempre più a costituire una nuova “Salerno-Reggio Calabria” con cantieri perenni finanziati a suon di debito pubblico sulle spalle dei contribuenti.

(D.A. 03.07.15)