Tav. Perino: Chi non conosce la storia del Movimento, si informi!

COMUNICATO. Ripristiniamo integralmente (ad eccezione di una correzione dovuta nel titolo) l’articolo sospeso per breve tempo per permettere i chiarimenti richiesti da in merito all’origine del documento da cui l’articolo ha tratto spunto. Appurata concordemente la buona fede che è all’origine dell’articolo, precisiamo che l’autore ha ricevuto il documento da una lista di cui ignorava la riservatezza ma da cui avrebbe avuto titolo a ricevere messaggi essendo egli stesso imputato in più processi (il primo proprio questa mattina su querela del vicequestore Sanna). Ritenendo il contenuto interessante, condivisibile e utile al dibattito nel Movimento, e non ravvisando elementi di rischio per alcuno, l’autore l’ha sintetizzato al meglio badando ad evitare riferimenti personali, pur presenti in originale, a mantenere lo spirito e il significato di un dibattito più ampio ancora in corso. Con l’occasione, ricordiamo a tutti che il TG Vallesusa da anni svolge tra mille difficoltà e senza vantaggio alcuno una funzione essenziale per l’informazione da e per la Valle e ringraziamo per i tanti messaggi di solidarietà ricevuti in queste ore.

di Fabrizio Salmoni

Ci ha messo un po’ a reagire, ha consultato il suo ampio archivio domestico, poi ha messo per iscritto la sua reprimenda per chi ha voluto suscitare polemiche pretestuose e pericolose. Nella galassia No Tav, si sa, coesistono posizioni differenti ognuna con propria dignità e fondamento e la dialettica che ne consegue è quasi sempre positiva e alimenta la vitalità stessa del vasto fronte che si oppone allo scempio della Torino-Lione. Come in ogni movimento di massa che si rispetti, nel fronte No Tav hanno dimora anche i cani sciolti, gli scettici, i pessimisti, i passionali, gli opportunisti, gli eterni scontenti e tutte le altre categorie dell’umana psiche. Ogni tanto c’è qualcuno che per qualche ragione tenta di seminare scontento o zizzania, una pratica che se diventa permanente rischia di essere controproducente, dannosa, magari anche sospetta.

E’ contro tale tendenza, seppur molto minoritaria, che è rivolto l’ammonimento dell’esponente “storico” del Movimento: “Ignorare le radici e i  fatti reali del passato può portare a trarre conclusioni sbagliate“. A chi rivendica “contenuti ideologici” della lotta vuole ricordare che “l’opposizione alla Torino-Lione non è mai stata una battaglia ideologica ma solo e sempre contro lo spreco delle risorse” pubbliche e attribuisce agli avversari la volontà di dipingere il Movimento come un’opposizione ideologica. La verità è che a partire da atteggiamenti NIMBY, i valsusini hanno raggiunto nel tempo la consapevolezza che la lotta contro il Tav debba essere contro “un progetto e un modello di sviluppo incompatibili con il futuro nostro, dei nostri figli e del pianeta. ..E non è un caso che nel Movimento ci siano ‘tecnici’ e non ‘ideologi’“.

A chi poi ha criticato il corteo del 21 Febbraio per la presenza dei sindaci, Perino ricorda che tutto è stato deciso in assemblea, unica istanza decisionale riconosciuta.

C’è infine chi ha polemizzato per la dissociazione espressa dai più sulla matrice dei recenti mini- alle centraline dell’Alta Velocità in Toscana e altrove ma una breve storia degli realizzati in Valle dal 1995 al 1997 dimostra che nessun colpevole è mai stato scoperto pur essendo ben risaputa dagli inquirenti la presenza attiva in Valle di mafia e’ndrangheta “che la facevano da padrone nei cantieri dell’autostrada e di tutte le opere pubbliche nonchè nel sacco edilizio di Bardonecchia” (ecco perchè l’Alta Valle è ancora oggi meno sensibile agli scempi che ai profitti) e dei Servizi (casi Fuschi, Souberan). Ieri come allora, media e Procura torinese erano alleate con gli speculatori nel perseguire “gli ecoterroristi legati alla lotta anti Tav” e nel cercare capri espiatori nei soliti anarchici, di cui due, suicidi in carcere, poi postumamente prosciolti.

Si faccia dunque attenzione alle strumentalizzazioni – dice Perino – Ricordiamoci anche della finta aggressione all’autista del pm Rinaudo, attribuita subito ai No Tav poi risultata un’invenzione“: anche in quella occasione il Movimento aveva  preso le distanze e qualcuno “più antagonista degli altri” aveva gridato alla codardia. Si impari dunque dalla storia, sembra voler dire Perino, e si usi la ragione. Se poi qualcuno vuole mestare nel torbido e suscitare solo malcontento…be’, quella è un’altra storia. (F.S. 4.3.2015)