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Tav. Proposte indecenti

Segno di insicurezza o ennesimo tentativo di dividere la gente dai sindaci? Di sicuro, il tintinnio di manette deve averli innervositi.

di Fabrizio Salmoni

Non so se abbia ragione Perino quando dice con uno dei suoi francesismi che “sono nella m….” ma sicuramente la concomitanza con gli arresti eccellenti qualcosa deve azzeccarci. Sta di fatto che è difficile prendere sul serio l’appello di Virano & c. per la pacificazione e il dialogo se non altro perchè non propone alla Val un accordo a metà strada ma semplicemente un’accettazione della To-Lione in cambio di niente. E poi perchè è diventato fastidioso sentirsi sempre riproporre un “dialogo” che ormai è concetto usurato, sinonimo di parlate-pure-tanto-poi-decidiamo-noi. Se vogliono dialogo vero si riparta da zero con i dati veri sott’occhio dopo aver fermato i lavori per un serio approfondimento, dopo aver smilitarizzato il cantiere e dopo aver rinunciato alle richieste di danni nei vari processi.

Non è la prima volta che il Gran Commesso della lobby (un giorno la chiameranno cricca?) tenta approcci “ragionevoli” ma finora sono sempre stati goffi tentativi di dividere il Movimento o questo dai sindaci. L’appello di oggi è talmente e smaccatamente “ingenuo” da far pensare che sia un segno di debolezza dietro una facciata intransigente (“la To-Lione è un punto di non ritorno…” quante volte l’hanno già detto). L’arresto di Incalza e i coinvolgimenti con lo stesso del ministro Lupi li mettono in difficoltà, forse anche con Renzi benchè questi sia marcato a vista da Esposito, il guardiano della cassa. E magari la consapevolezza che quel famoso 40% dall’Europa, oggi forse resa ancora più sospettosa dagli eventi, non lo avranno mai. Non è escluso che a farli sentire a disagio ci sia anche la lettera del 2013  (ri-pubblicata oggi su .info) del direttore dei lavori di Ltf, Bufalini a Incalza con la richiesta di 21,5 milioni di spese addizionali del 15% sul budget già approvato per recinzioni, pulizia dei bagni chimici, illuminazione, raccolta rifiuti,  restringimento della carreggiata sull’autostrada (quella che crea code infinite e rallentamenti pericolosi – come denunciato dai cittadini proprio su TG Vallesusa) e altre amenità logistiche, proprio quelle voci di spesa eccessiva che Pro Natura Piemonte e alcuni amministratori di Valle avevano segnalato due anni fa: un’impennata di costi casualmente funzionale alla convenienza dei tangentari di Stato, come recita il provvedimento degli investigatori fiorentini. Ivan Cicconi nel suo Libro Nero dell’Alta Velocità quantificava in circa il 30% di margini in nero per corruzione e/o mafia sui costi del proprio tramite i rilanci dei costi.

C’è anche una gaffe nel testo Telt: la proposta di “revisione, da parte delle Autorità, della presenza delle forze dell’ordine a presidio del cantiere“. Ora, o Telt ha la delega dello Stato a trattare sui dispiegamenti di truppa ( e questo la direbbe lunga sulle compenetrazioni di interessi tra lobby, partiti e pubblica amministrazione) o la proposta non ha credibilità. E’ comunque l’evidenza scritta del potere degli interessi privati nei gangli dello Stato.

Di certo, la To-Lione e le Grandi Opere oggi vivono il maggiore momento di incertezza. Bene fa il Movimento a respingere l’offerta con decisione e forse, insieme al dovuto vaffa, farebbe bene a rilanciare, anche solo per vedere il bluff e fare controproposte. Con un occhio vigile alle sbandate dei sindaci, alcuni dei quali ogni tanto sembrano sensibili ai canti delle sirene. Male non fanno anche M5S e Sel a chiedere le dimissioni di Lupi e le dovute commissioni d’inchiesta ma per fare sentire più forte a Virano & c. il tintinnio delle manette sarebbe opportuno uno sforzo in più per bloccare o modificare il Ddl sugli ecoreati laddove perseguibili sarebbero solo le devastazioni “abusive”, non quelle ufficialmente pianificate e praticate. Per il resto, cerchiamo di dare una spallata dove si formano le crepe.

F.S. 17.3.15

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