Notizie Flash

No Tav – Notte inquieta

Reti_24.06.13_14Sono da poco passate le 21 quando inizia la serata universitaria al cantiere del tunnel geognostico propedeutico alla realizzazione della linea TAV Torino-Lyon, la polizia giunta in forze si schiera all'esterno delle recinzioni, sul ponte del torrente Clarea. Alcune squadre si sparpagliano nei boschi alla ricerca di pericolosi No Tav. Sul ponte un muro contro muro, statico, le Ff.Oo. non intervengo, nessuna carica per questa notte; resta ai No Tav l'amarezza di non essere potuti arrivare alla solita battitura delle reti del cantiere.

Tutto dura alcune ore; le forze dell’ordine impegnate più che altro a capire che cosa possa accadere lungo la serata. Poco prima delle 23 il fronte del cordone di polizia e carabinieri esterno al cantiere vede allontanarsi gli oppositori che tornano verso i30-08-13 cantiere boschi. Inizia un pattugliamento dei sentieri; scatta l’ordine della caccia all’uomo, e i reparti si inoltrano nel bosco, magari per un altro bottino, come per lo scorso 19 luglio notte di scontri che fruttò nove fermati, decine di feriti soccorsi al presidio di Venaus trasformato in ospedale da campo,oltre un centinaio gli identificati e il caso di molestie sessuali a M.C. finito all’onore della cronaca. Come sempre i soliti presunti “feriti” tra le forze dell’ordine, incespicati nel bosco verranno usati come prognosi per attribuire lesioni ai fermati e procedere a nuovi arresti o perquisizioni, sequestri di materiali informatici come avvenuto di recente.

Nel frattempo, da ignoti, viene  danneggiato  in parte anche un capannone della Geomont di Bussoleno che lavora per il Tav; nel rogo sono andati distrutti una trivella e due generatori. Gli inquirenti indagano sull’incendio, avvenuto a distanza di chilometri dalla Val Clarea, luogo della manifestazione universitaria No Tav.

L’incendio, l’ennesimo in poco più di due mesi, sembra ripercorrere le linee dettate dal movimento in un’assemblea fuoco geomontpopolare in cui si dichiarava perseguibile il sabotaggio come lotta non violenta, sugli esempi di Gandhi e Mandela. Pare quindi che la Valle risponda più energica di prima e non si sia lasciata intimidire dagli arresti di agosto. Sempre che il dolo non sia imputabile a chi di questi messaggi può fare pretesto per fini propri, provocando danni facilmente attribuibili al movimento stesso.  Gli inquirenti, appunto, indagano.

Nella stessa sera prima ancora dell’iniziativa al cantiere del tunnel geognostico, carabinieri e agenti della Digos hanno effettuato posti di blocco con centinaia di perquisizioni a valsusini e non,  fermando nella zona di Venaus due attivisti poi arrestati – Davide Forgione e Paolo Rossi. Le Ff.Oo. hanno sequestrato nelle loro macchine 6 pneumatici, 5 molotov, 5 bottiglie di benzina, 6 mortai rudimentali, cento bombe carta, 63 bengala di due diversi tipi e di grosse dimensioni, 31 chiodi a quattro punte, 2 scatole di diavolina, 5 fionde, 4 cesoie, una matassa di corde, 22 paia di guanti, 12 bottiglie di Malox e limone e 18 tute nere, come riportato da diverse testate nella mattinata di oggi.

No tags for this post.