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Terna trivella in Val Susa

Terna ha installato una trivella per le perforazioni propedeutiche ai lavori del cavidotto in Val Susa oggetto di contestazioni e perplessità sull'utilità

di Redazione.

Questa mattina la società ha installato una trivella sotto l’autostrada tra la zona di e Bruzolo. Presenti dei manifestanti cui è stato impedito di avvicinarsi dallo schieramento di forze dell’ordine con blindati e jeep. L’accesso era concesso a una sola persona alla volta per vedere quanto accadeva. Presente Nicoletta Dosio alla testa dei No intervenuti che ha subito degli spintoni sino a farla cadere a terra.

Terna trivella 3

Terna prosegue i lavori preliminari per la posa del dopo le improvvide concessioni dei comuni della Val . La scorsa settimana è giunto l’ok dal comune di Susa che ha approvato una variante al progetto.

Terna trivella 2

Le opere di Terna sono oggetto di molte contestazioni in tutta Italia. Giusto nella serata di ieri un servizio su “Le iene” di Nadia Toffa ha illustrato la grave situazione in Abruzzo dove alcuni tralicci di Terna sono stati costruiti in zone altamente a rischio idrogeologico, come hanno illustrato alcuni esperti consultati che parlano di terreni fatti di argilla e sabbia e rischi esondazione. Gli enti pubblici pare non abbiano controllato le valutazioni di impatto ambientale (e quando mai!) e ora i tecnici della regione parlano di “intervento non compatibile” con il territorio. Il rischio è che improvvisi smottamenti potrebbero trascinare i tralicci con un effetto domino.

Terna trivella 5

Sul nostro sito avevamo già parlato di Silvia Ferrante  una madre attiva nella contestazione a Terna che si è vista recapitare una richiesta “danni” di 16 milioni di euro. Ma sembrerebbe la strategia in uso per le grandi opere, e in ne sappiamo qualcosa. Sempre sul nostro sito potete trovare altri articoli che parlano di Terna.

Terna trivella 4

Visti i precedenti c’è ovviamente preoccupazione per questi lavori in Val di Susa. Ma maggiormente rattrista la visione di una classe politica che continua a progettare grandi opere come se vivessimo ancora negli anni ’50. Lo sviluppo delle tecnologie alternative per la produzione di energia “pulita” e “rinnovabile” con conseguente rispetto e salvaguardia del territorio rimane un concetto incomprensibile per questi politici.

(Foto di Andrea Pia)