Terrorista a chi? Tank e bottiglie incendiarie

Oggi a me domani a te. Dal plauso alle Forze dell'Ordine per lo sgombero della Maddalena alle accuse di terrorismo per gli indipendentisti veneti. La Lega che cerca consensi.

di Valsusa Report

Era il 27  giugno 2011 quando lo sgombero della Maddalena di Chiomonte metteva fine al presidio pacifico di quel territorio e apriva l’azione giudiziaria prima, di resistenza ed eversione poi, per arrivare al 270 c.p.p. di per azioni di disturbo al cantmaddlegaiere della Maddalena. A dare la stura alle Ff.Oo il ministro Leghista Maroni. Che in seguito avrebbe pronunciato la famosa frase “un plauso va alle Forze dell’Ordine”, in quel 2011 il popolo No Tav, di estrazione trasversale, accusò la Lega e poi stracciò le tessere di quello che riteneva un partito  in grado di difendere la terra e il territorio. Da allora, l’odioso appellativo di eversore e terrorista prende spazio in tutte le trasmissioni e i giornali quando ci si rivolge alla pacifica popolazione No Tav valsusina. Un termine che cela repressione dei governi disposti a far tacere senza entrare nel merito della vertenza. Un modo che scatena l’opposizione anche dei più disinteressati al problema, perché nel territorio della Valsusa il film è un altro, diverso da questa parte distaccata di potere che utilizza Polizia e magistratura passando dall’informazione deviata atta alla distruzione del consenso. Prova ne è il fatto di non esser mai voluti entrare nel merito tecnico e nelle discussioni fatte sui territori. Nessuno in questa alterità di potere spiegherà mai i motivi dell’opposizione, ma si terrà solo all’accusa cercando la divisione popolare.

leganotavUna volta, o almeno fino alla scorsa settimana, si pensava che il problema colpisse solo una parte, quella legata al dissenso soprattutto dal basso, si pensava che oggi Renzi, ieri Letta e ieri ancora Mario Monti detestassero chiunque osasse opporsi con contestazioni. Molti credevano che la folle accusa di terrorismo, gettata sulle spalle dei No Tav, costituiva un’eccezione. Da oggi in poi così non è, siamo tutti costretti a ricrederci e ad ammettere che giudici, banchieri e mestieranti politici hanno ormai fatto della persecuzione una regola, finalizzata a impedire qualsiasi forma di dissenso.

Alle 5 di mattina, i carabinieri dei Ros di Brescia hanno portato a termine 24 arresti e 33 perquisizioni, indagando 52 persone con l’accusa di terrorismo ed eversione, nei confronti di un gruppo a vario titolo legato all’indipendentismo, persone normali, età media 55 anni, che in diversa misura inseguivano il “sogno” dell’indipendenza del proprio paese. Fra di loro anziani, cinque donne e perfino quel Lucio Chiavegato che aveva capeggiato la protesta dei Forconi dello scorso 9 dicembre 2013.

Nella trasmissione di Servizio Pubblico andata in onda la sera appresso, un Metteo Salvini, ssal1fbegretario del partito che si disse felice dello sgombero della Maddalena dichiarando “la legalità è stata riportata in Valsusa”, sostiene che la costruzione di un tank con annesso cannoncino di 22 mm è un’accusa sproporzionata e assurda dichiarando che “Le idee e il futuro non si processano. […] Uno Stato che ha paura di una RUSPA, e che arresta 24 persone senza una prova seria, è uno Stato MORTO“. Oppure “incredibile arresto degli Indipendentisti, pardon per lo Stato “terroristi”. Un po’ come in Valsusa dove sono apparse le scritte “Terrorista è il TAV”. Perché i paragoni ci sono dove terroristi sono quattro No Tav a cui non sono state trovate bottiglie incendiarie, ma non un cannoncino.
Dove per i quattro No Tav, le intercettazioni parlano di accordi su chi e dove prendere in macchina e sullo stato del cantiere di qualche ora prima dei fatti, proprio come le intercettazioni dei serenissimi parlsal2fbavano di cose da fare per la costruzione di una scavatrice e un cannoncino da non usare e da tenere a mo’ di dimostrazione “nessuno lancerebbe una bomba atomica, ma tutti la fanno vedere, anche noi non dobbiamo usarlo”.

In trasmissione a Servizio Pubblico:

Abbiamo chiesto al Segretario Matteo Salvini che non ci ha risposto. Al di là delle posizioni di ognuno, ciò che in tutta evidenza non è ancora chiaro a tutti, sembra proprio essere il punto fino al quale questi governi della realtà separata, saranno disposti a spingersi, pur di eliminare sul nascere qualsiasi forma di critica o contestazione al loro potere. Tornano le parole del Salvini: “Stato sbruffone, debole coi forti e forte coi deboli!” Quando si viene toccati ci si ricrede?

Sarà che la lotta in Valsusa va ben oltre la viscerale e miope brama di ricchezza, che dovrebbe sostituire il Leone di San Marco con un simbolo della fabbricchetta libera e bella nel selvaggio Est post-industriale. Gli eroi son tutti giovani e belli. Soprattutto i propri.

VR (04/04/14)