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Torino. Un sabato ricco di mobilitazioni

Aggressioni e arresti. Un periodo caldo che porta in piazza centinaia di persone.

di Tobia Imperato

Sabato 31 maggio, mezzanotte passata, ultima corsa del metro, direzione Collegno. Il giovane Andrea P. si sta recando al Metzcal squat, una delle case occupate della cintura torinese. Nel vagone ci sono altri quattro ragazzi e due ragazzine, giovanissimi, quattro di loro sono minorenni e gli altri due poco di più.

Non sono ragazzi comuni, sono neonazisti. Cresciuti nell’odio per il diverso, nel mito della violenza gratuita, della sopraffazione del più debole. Andrea no, è un ragazzo sano che crede in valori diversi, nel dover lottare per una società più giusta, contro il razzismo e la xenofobia, dalla parte dei più deboli, per la difesa della terra. Ha il cosiddetto look dell’antagonista, sfoggia tatuaggi e spillette, tra cui una No Tav.

È sufficiente a scatenare la bestia che dorme nelle loro menti malate. Lo circondano, lo insultano, lo aggrediscono, lo accoltellano, lo lasciano per terra con un polmone perforato fuggendo alla prima fermata. Ma il sistema di videosorveglianza fa scattare l’allarme e trovano la polizia ad attenderli all’uscita. Andrea viene subito ricoverato in ospedale. Per fortuna la ferita non è grave.

sniarischiosaLunedì 2 è subito convocata un’assemblea antifascista nei locali di Radio Black Out, assemblea molto partecipata che si sposterà presso il Rabèl squat di via Riberi, appena rioccupato dopo il recente sgombero (sarà nuovamente sgomberato la mattina seguente, dopo la retata degli attivisti anitsfratto). Vengono decise due iniziative una per il mercoledì successivo, presidio nel tardo pomeriggio in piazza Castello, e un corteo il sabato mattina nel quartiere di Santa Rita.

Il presidio conterà la presenza di circa trecento persone, presenza nutrita che indurrà i partecipanti a muoversi in corteo per via Po fino a raggiungere Palazzo Nuovo dove si terrà un’assemblea nell’aula magna.

Sabato 7 al mattino l’appuntamento è in piazza Santa Rita. Si è scelto questo quartiere perché è infestato dalla presenza di un locale, dal nome dannunziano Uscocchia, espressione di CasaPound. Non si sa se gli accoltellatori appartengano a questo entourage ma sicuramente sono portatori degli stessi virus, degli stessi ideali infetti che andrebbero estirpati per sempre dalla vita sociale.

Il corteo, di circa quattrocento persone, si snoda per il mercato di corso Sebastopoli spiegando alla gente quello che è successo, per poi concludersi al parco Rignon – luogo frequentato dai giovani della zona – dove si tiene un dibattito a microfoni aperti, in cui intervengono anche alcuni vicini di casa di Uscocchia lamentando il clima di sopraffazione instaurato da questi loschi figuri. Significativa l’adesione alla dell’Anpi provinciale, una volta tanto – invece di tenere banco a Caselli e al Pd – anche loro si occupano di .

Nel pomeriggio altro corteo per altri motivi. L’appuntamento è in via Revello alla vecchia sede del centro sociale Gabrio, attivissimo nelle occupazioni abitative e nella lotta contro la cementificazione e cantierizzazione del borgo San Paolo. Il Comune di Torino – per motivi di mera speculazione edilizia – ha recentemente abbattuto il vecchio stabilimento della ex fabbrica automobilistica torinese Diatto, splendido esemplare di archeologia industriale della città (occupato da un comitato cittadino per impedirne lo scempio e poi sgomberato), per aprire un cantiere che in seguito verrà abbandonato diventando sorgente di polveri che si spargono per il quartiere in spregio alla salute dei residenti. Lo stesso avviene la vecchia Westinghouse, nei pressi delle vecchie carceri Nuove, dove sorgerà un supermercato. Per il momento tutto è fermo, non si sa nulla, nemmeno se l’area è stata bonificata dall’amianto o se le fibre cancerogene continuano impunemente a vagare per il borgo. Le associazioni dei comitati cittadini non hanno ricevuto risposte dal Comune. L’importante è non disturbare i manovratori del partito degli affari, cioè il Pd.

Il corteo, composto da circa trecento manifestanti, attraverserà questi luoghi facendo opera di controinformazione.

Infine, altro appuntamento preserale al capolinea del 3, presso il carcere della Vallette, presidio in solidarietà agli arrestati del 3 giugno (per le mobilitazioni contro gli sfratti). Dei dieci arrestati solo uno è alle Vallette, gli altri sono stati dispersi in vari carceri (Alessandria, Ravenna, Aosta, Biella, Cuneo, Asti, Vercelli). In compenso sono stati trasferiti qui per il processo Chiara e Claudio, due dei quattro No Tav imputati con l’accusa assurda di terrorismo e coinvolti anche in questa nuova inchiesta (carcere per Claudio e domiciliari per Chiara). Il Dap questa volta non ha voluto correre rischi. Evidentemente i trasferimenti sono funzionali a evitare proteste interne e manifestazioni davanti alle Vallette, come era successo all’epoca della retata No Tav nel 2012 ordinata dall’allora procuratore capo Caselli. La manovra di isolamento non è riuscita, sabato c’è stata una presenza solidale in ogni carcere. Al presidio torinese si sono presentati un centinaio di solidali sorvegliati da ingenti forze dell’ordine. Era l’ultimo appuntamento della giornata, probabilmente non tutti ce l’hanno fatta a reggere fino alla fine e quindi c’è stata meno partecipazione di quanta ci si sarebbe aspettato in occasione di un’operazione così pesante portata avanti dalla procura, con 11 ordini di custodia in carcere e 6 domiciliari e misure varie su un totale di 111 indagati.

Comunque i presenti si sono fatti sentire, valicando con la musica le inferriate, esprimendo la vicinanza del movimento di fuori agli arrestati.

Una prima manifestazione improvvisata di protesta si era tenuta la sera stessa del 3 giugno intorno all’asilo occupato, duecento persone sfidando la pioggia battente hanno percorso le strade del quartiere. È in programma per sabato prossimo un corteo di solidarietà che si snoderà per la Barriera di Milano, dove si sono difese le occupazioni abitative a causa delle quali ci sono stati gli arresti, alle ore 15 in piazza Crispi.

T.I. 10.06.14