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TPP. La sessione emozionata dell’ex magistrato Livio Pepino

Una sessione nel terzo giorno del TPP, dopo l'intervento messicano l'arringa che ha coinvolto il pubblico tra ricordi e voglia di giustizia per il futuro.

“la democrazia non coincide con il principio di maggioranza, che è certamente uno dei suoi cardini ma non l’unico – durante la sua arringa, e ancora – sulla costruzione di un diritto penale del nemico, usata per provocare paura negli altri membri della comunità, colpendo così la partecipazione al dissenso”. Sul “trasformare il movimento in nemico pubblico”, l’ex magistrato si è soffermato molto, ed ascoltato con intensità, dal presidente della sessione italiana il Giurista e docente di Diritto costituzionale presso l’Università di Firenze, . Molto interessati anche i giudici ancora in carica, il Magistrato del Tribunal Supremo spagnolo e Magistrato onorario della Corte suprema di Cassazione francese, Philippe Texier, che compongono insieme agli altri supremi conoscitori del diritto nazionale ed internazionale, la corte giudicante del Tribunale Permanente dei Popoli.

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Mentre Pepino si preparava alla requisitoria, il segretario del Tribunale Permanente dei Popoli, Gianni Tognoni, leggeva la risposta delle parti difensive in una lettera del direttore di Telt, , che precisava l’assoluta informazione delle popolazioni e la trasparenza dei dati loro fornite

“Al colonialismo classico si affiancano altre forme di sfruttamento ed espropriazione dei diritti dei popoli. Per il potere di ricchezza e forza, gli argomenti, usati, nei confronti degli oppositori al e alle grandi opere, considerati, alla stregua di ignoranti nemici del progresso, sono l’essenza del colonialismo, com’era il dominio dell’Occidente sulle risorse di altri popoli, che veniva imposto con forza e superiorità – conclude – E’ cultura dei colonizzatori, la logica autoritaria delle decisioni prese su questioni così rilevanti e irreversibili”. Queste le parole forti con cui si chiude la requisitoria che passa alle richieste di condanna:

  • Chiediamo che il sistema sia accertato come espressione di un modello di governo del territorio e delle dinamiche sociali di stampo neocoloniale.
  • Chiediamo al di dire che a tutto ciò hanno concorso i gruppi proponenti dell’opera, le società incaricate e i governi.
  • chiediamo al TPP di dire che questa violazione è stata realizzata con omissioni e comportamenti attivi.
  • chiediamo al TPP di dire che in siano stati violati i diritti fondamentali degli abitanti.

Domani domenica 8 novembre sarà data la sentenza ad Almese, in Valsusa.

V.R. 7.11.15