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TRASPORTI NUCLEARI (III parte) Parliamone con… Massimo Zucchetti*

a-treno nucleareSe un treno che trasporta combustibili nucleari si ferma, che succede? Apparentemente nulla. In pratica esistono pericoli effettivi che devono essere seriamente considerati. Lo spiega in modo chiaro il professor Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino, ingegnere nucleare, analista di sicurezza, in questo nostro video.

Se ci trovassimo in un campo di elevate radiazioni, che ci condurrebbero a morte sicura nel giro di pochi giorni, sul nostro corpo percepiremmo una sensazione di calore pari a quella emessa da una lampadina di 1 watt di potenza: la stessa delle lucine di un presepe. L’unico modo per capire se un materiale è radioattivo è con appositi strumenti. Di fronte alle radiazioni siamo come bambini indifesi.

Nel caso di un convoglio ferroviario esistono pericoli concreti per tutti coloro che nelle vicinanze sono esposti: dai cittadini nelle loro case alle forze dell’ordine messe a presidio del treno. Attualmente le misure di sicurezza per questo semplice evento sono inadatte ed insufficienti. I transiti si svolgono in segreto: la popolazione non viene informata sui pericoli, contrariamente a quanto prevede la legge. Di conseguenza non sono previste esercitazioni per evacuare in sicurezza  i cittadini, in caso di incidente. Vale la pena correre tutti questi rischi?

* Professore ordinario Dip. di Energia del Politecnico di Torino

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Zucchetti