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TRASPORTI NUCLEARI (V parte) Parliamone con……PROF. MARIO CAVARGNA

images3 Alcune delle considerazioni critiche del Professor Mario Cavargna Presidente di Pronatura Piemonte sulla operatività del Piano d'emergenza TO per trasporto combustibile nucleare al riprocessamento.

“la segnalazione ufficiale dell’incidente è affidata al Trasportatore che contatta il Prefetto di Torino il comando provinciale dei VVFF ed il 118 (pag. 31)”  pare inopportuno affidare questo compito al trasportatore, anche senza andare a casi recenti ed eclatanti, come quelli del naufragio della Costa Concordia, è evidente che il trasportatore ha un’ottica e degli interessi, sia propri che verso le società assicuratrici, che lo rendono inadatto ad una percezione immediata ed obbiettiva dell’emergenza. La segnalazione dell’incidente andrebbe affidata al comandante della squadra dei VVFF che accompagna il carico ed è un professionista.

“il punto 5.6 (pag 39) dice: La popolazione viene immediatamente informata dalle Autorità Locali, d’intesa con la prefettura, sui fatti relativi all’emergenza, sul comportamento da adottare, sui provvedimenti di protezione sanitaria. ecc…” Nella catena di allertamento del prospetto a pag 38 i sindaci sono all’ultimo posto  e in nessun punto è specificato il loro ruolo, in nessun modo è prevista l’informazione immediata ai Sindaci, pare che la loro funzione sia solo quella di formalizzare gli eventuali divieti al consumo di frutta e legumi. “Come Pronatura Piemonte crediamo invece che i sindaci debbano avere un’informazione di primissimo livello su tutto lo sviluppo dell’evento, perchè sono il principale tramite attraverso cui fluisce l’informazione ai cittadini coinvolti e la principale fonte di conoscenza dei dati essenziali che riguardano il territorio e gli abitanti stessi. Nel Piano non c’è nessun cenno ad un’allerta degli ospedali via via coinvolgibili,  piani di raccolta 

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della popolazione da evacuare in emergenza, non dobbiamo dimenticare che questi trasporti radioattivi si svolgono nel cuore della notte e che il pericolo è dato da una nube radioattiva che contamina soprattutto chi si trova all’aperto.

Anche sui dati potremmo dare alcun reflessioni, nel Piano d’emergenza TO per trasporto combustibile nucleare al riprocessamento in riferimento all’urto corrispondente alla caduta da 9 metri e la durata di 30 min ad 800 gradi, coincidono esattamente le prove e le caratteristiche di resistenza del tipo di contenitore detto CASTOR in cui viaggiano le barre di combustibile esausto, per l’energia ma inquinante e radioattivo per i danni all’ e all’uomo diremo noi. “Ora analizzando questi dati una caduta da 9 metri corrisponde ad una velocità di soli 50 km/h mentre la velocità di trasporto è di 90 km/h. Per di più i contenitori sono costruiti con grossi assorbitori d’urto avvitati alle estremità del corpo (pag 13) ed sono questi che abbiamo visto ricevere l’urto nei test. Nella realtà un incidente ferroviario comporta la fortissima probabilità di urti laterali dove la struttura è molto meno resistente, inoltre un grande incendio come lo scontro con un convoglio merci dove siano presenti delle cisterne è difficile che possa essere spento in mezz’ora e, soprattutto, nel caso sia alimentato da brezza o corrente d’aria, può facilmente arrivare a 1000 gradi”.

Pertanto l’incidente ferroviario reale, potrebbe essere anche più grave dell’incidente tipo previsto e la vera minaccia è la nube radioattiva che si forma, “la mancanza di un esperto in meteorologia o fluodinamica, è certamente una carenza del piano che dovrebbe avere allegati dei modelli per le varie circostanze ambientali in modo da considerare che in valle c’è il movimento delle brezze che di notte scendono come una lama d’aria compatta e quindi la parte centrale della nuvola potrebbe spostarsi rapidamente a valle e colpire zone non previste, mentre magari l’entità della contaminazione pare lieve là dove la si cercherebbe”.

foto cav

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