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Tribunale permanente dei popoli visita in Val Susa

Il tribunale permanete dei popoli in Val Susa per un sopralluogo ai cantieri del Tav. Inizia il processo.

di Grabriella Tittonel.

Si è chiusa alle diciannove di ieri 6 novembre, alla Fabbrica delle “E” di Torino la prima delle quattro giornate promosse dal Controsservatorio Valsusa che vedono impegnato il , organo che indaga sulle violazioni di diritti fondamentali a carico di cittadini e comunità, un tribunale di opinione, che esprimerà  domenica, dopo aver ascoltato le testimonianze  dei valsusini e di altre realtà, la propria sentenza sulla situazione che in  valle è determinata dalla presenza della grande opera del .

Con attenzione e coinvolgimento i componenti del tribunale hanno iniziato la loro visita in valle nel pomeriggio di mercoledi, con una visita alla Maddalena di Chiomonte, dove in prima persona hanno capito cosa veramente significa dover fare quotidianamente i conti con una valle militarizzata, con consegna documenti, barriere, muri, che delimitano terreni, strade e da anni hanno visto chiuso il museo archeologico, la necropoli. Con sgomento e con tanti nuovi interrogativi hanno così iniziato l’ascolto delle numerose  testimonianze dalla Valsusa, che si sono susseguite oggi, tutte circostanziate ed esaurienti e che hanno permesso di acquisire uno sguardo a trecentosessanta gradi su una situazione estremamente complessa.

Tribunale dei popoli Chiomonte2015 019Foto: I giudici del Tribunale dei Popoli a Chiomonte

Abuso della forza e del diritto, militarizzazione: questi gli aspetti che fanno oggi riflettere maggiormente i componenti del Tribunale e che certamente oggi verranno riproposti, ascoltando le testimonianze di altre realtà (passante ferroviario di , di Venezia, Muos, linee ferroviarie in Europa, la stazione Stuttgart 21 in Germania, la  miniera d’oro di Rosia Montana, l’aeroporto di Notre Dame de Landes, ma anche la situazione dell’America Latina).

Tutte situazioni che non possono non suscitare ulteriori domande sul senso della democrazia, sempre più spesso sospesa.

(G.T. 7.11.2015)