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Tunnel. Sinfonia per cinque voci

Il mondo del carcere raccontato da cinque carcerati. Un lavoro teatrale appena abbozzato, una prima partitura alla due giorni delle Alvà della Clarea sulla violenza di Stato.

di Gabriella Tittonel

Il mondo del carcere raccontato da cinque carcerati: questo il filo conduttore dello spettacolo presentato la scorsa domenica pomeriggio al Salone D. Bunino di Bussoleno.

LuciaUn lavoro teatrale appena abbozzato, come ha sottolineato la brava regista Lucia Falco, della Compagnia TIR LAB, che inteso presentare questa prima partitura proprio in  occasione della due giorni promossa dalle Alvà della Clarea sulla .

“E’ difficile trovare un linguaggio distaccato, equilibrato, ma anche carico di indignazione per raccontare delle storie di violenza che facilmente potevano farmi cadere nel patetico. Volevo delle storie lucide, in cui l’ironia entrasse ma senza disturbare, in cui lo stile tenesse ma senza farsi troppo sentire… le cosa che più mi colpisce è quando un uomo, che appare gentile e deduttivo, dedito solo all’armonia e alla delicatezza, improvvisamente si trasformi, quando meno te lo aspetti, in un carnefice senza pietà diventando così il Dottor Jekill e Mister Hide. Ma questi due signori in un solo corpo hanno sempre tanto colpito l’immaginazione dei lettori, perché?… forse perché dentro ciascuno di noi c’è un piccolissimo Dottor Jekill che è anche un Mister Hide, capace di grandi dolcezze e capace anche di efferatezze?… Quelle narrate sono poche storie che purtroppo ne rappresentano migliaia, perché il sottofondo di violenza che rimane celato nelle storie del carcere è immenso e sconosciuto… nelle nostre carceri c’è un morto ogni due giorni… il carcere è un mondo a parte, un sistema chiuso dove si viene a sapere quello che codeste persone vogliono che si sappia e dove le carte si possono sistemare a proprio piacimento… il mio vuole essere un teatro poetico e alla poesia non si deve chiedere di raccontare fatti, cose, ma di offrire spunti, suggestioni… l’abbandono, il lasciarsi portare da  quello che succede in scena, uscire dalla logica del significato e della comprensione ad ogni costo, non temere di sentirsi sicuri… Fondamentale è perdersi, affrontare anche squilibri, poi dopo magari crearsi un proprio percorso interpretativo, che però non deve mai prescindere da una partecipazione anche sensoriale, da pelle d’oca. Che è poi quella che entra in gioco nell’esperienza musicale, nell’esperienza poetica e visiva. Qualcosa che ti entra nel corpo…”

Alvà della Clarea teatro Lucia F. 15 6 2014 053Così descrive “Tunnel” la regista Lucia Falco. E le suggestioni da lei immaginate si sono fatte carne attraverso i bravi attori in scena: Elena Garberi, Peo Paccia, Tiziana Pasquero, Patrizia Monica Triolo e Marcello Serafino Visconti. Che hanno saputo con la forza dei loro gesti far entrare gli spettatori in quel mondo altro, assolutamente altro, del carcere. E che continueranno in questi mesi futuri ad affinare lo spettacolo, a moltiplicare le prove, per poter debuttare, come ha ricordato la regista, il prossimo mese di settembre.

G.T. 16.06.14