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Un antidoto al crepuscolo dell’Umanità

Dietro alle "megamacchine dell'estinzione" stanno le idee, funzionali alla riproduzione di ristrette oligarchie, che cementano l'accordo degli agenti sociali che le tengono in funzione.

di Alfonso Navarra

Nell’ordine di importanza e di urgenza ecco, per quello che mi sembra di essere riuscito a capire, sulla base di un approccio scientifico spero laico e libero da vincoli ideologici, i fattori della nostra, intendendo la specie umana, possibile estinzione, in senso forte, che va ben oltre il timore di una ingloriosa “fine della civiltà”, nell’era che possiamo chiamare “antropocenica”:

1- la deterrenza , espressione di logiche imperiali, che può scatenare guerre atomiche persino “per caso o per errore”. La stessa alimentazione dell’apparato dello sterminio atomico, con la sua produzione crescente di materiale fissile, basata sul legame militare – civile, rende possibile un collasso da inquinamento radioattivo incontrollabile;

2- la globalizzazione finanziaria e l’ineguaglianza sociale che produce (aspira il denaro, la “misura della ricchezza” – e quindi la ricchezza reale – verso l’1% della popolazione): l’iper-inflazione pende sulla nostra testa grazie alla montagna di “derivati” che è stata emessa (pare 700.000 miliardi di dollari). Gli Stati sono costretti a stampare moneta in quantità esorbitante per tappare i buchi del circo speculativo e fanno pagare il tutto al potere d’acquisto calante dei redditi da lavoro. Crack economici possibilissimi potrebbero portare alla grave disorganizzazione della vita sociale e civile, quindi a dittature ed alla guerra;

3- le lotte identitarie e territoriali all’insegna di fondamentalismi nazionalistici o religiosi, strumentalizzate dal grande gioco delle potenze. “Giacimenti di odio” si stanno coltivando ovunque nel mondo, non solo in : la convivenza pacifica e la mescolanza tra etnie e religioni sembra stia diventando l’eccezione piuttosto che la regola, preparando in vari scenari derive rwandesi ed innescando incendi che possono fare esplodere la Santabarbara nucleare che accettiamo ci tenga tutti in ostaggio;

4- il gravissimo riscaldamento globale in conseguenza dell’effetto serra da inquinamento atmosferico, che non si combatte con i baracconi delle conferenze sul clima e sugli accordi tipo Kyoto, basati su presupposti del tutto erronei. E’ vitale che il modello energetico rinnovabile al 100%, collegato ad una conversione ecologica globale dell’economia, e quindi ad un suo dimagrimento salutare nei consumi energetici e materiali, non sia ostacolato dalla pretesa del complesso militare industriale energetico di usare le FER come quarto cavallo della biga di cui il succitato complesso continuerebbe a fare l’auriga.

Questi problemi non si risolvono additando un facile “cattivo”, che complotta ai danni di tutti: ciò risulta un alibi per la nostra pigrizia mentale, incapace di liberarsi da schemi del 1800 (se va bene).

Bisogna capire che dietro le “megamacchine dell’estinzione” ci stanno le idee, funzionali alla riproduzione di ristrette oligarchie, che cementano l’accordo degli agenti sociali che le tengono in funzione:

1- la “sicurezza” non sta nel potere di dissuadere un eventuale aggressore sviluppando il massimo della capacità distruttiva impiegabile come minaccia e ritorsione;

2- la ricchezza reale non è il denaro (negli equilibri contemporanei il dollaro) ma il Pianeta Terra, che appartiene a sé stesso e di cui l’umanità deve sentirsi, da custode e non da proprietaria, responsabile in solido per la preservazione dei cicli ecosistemici;

3- la felicità non sta nell’accumulare potere verso gli uomini e possesso di denaro e di cose con la “crescita” monetaria e nell’aggressione alla Natura, ma nel realizzare il proprio potenziale al servizio di una comunità di liberi ed eguali;

4- la razza umana è unica e dobbiamo considerarci una unica famiglia umana, con le diversità culturali che devono arricchirla, non disgregarla.

Se non affermiamo una visione pacifica e giusta del mondo e un immaginario alternativo di felicità – già lo coltiviamo in una maggioranza purtroppo disorganizzata – un asteroide delle dimensioni giuste e caduto nel punto giusto potrebbe pure cancellare gli USA, l’Impero dominante che molti vorrebbero abbattere con la logica: “il nemico del mio nemico è mio amico”, ma il giorno dopo il vuoto riempito da “comunisti” cinesi, nazionalisti russi, fondamentalisti religiosi e quanto altro ci riconsegnerebbe un inferno forse addirittura peggiore …

Questa visione di alternativa deve essere supportata da un metodo che è anche un fine: la nonviolenza politica e pragmatica, quella che concretizza l’idea che la vera “arma” di cui dispongono gli oppressi e gli esclusi è l’organizzazione, la forza dell’unità popolare, che è – ci sono fondati motivi per sperarlo – la forza più potente se è guidata da intelligenza strategica e spirito di verità e di giustizia.

A.N. 28.09.14