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Un No Tav in Europa. Colloquio con Gigi Richetto, candidato europeo 2014 per la Lista Tsipras

Gli abbiamo posto domande a tutto campo: le elezioni europee, quelle regionali, le amministrative a Bussoleno, il Tav, il M5S, l'Anpi, il ruolo dei cattolici, il Pd.

di Fabrizio Salmoni

 (le foto sono di Luca Perino)

Torino, 13 Maggio 2014.   L’attività, l’impegno elettorale sembrano aver vitalizzato , ex insegnante di storia e filosofia a susa e Bussoleno, uno dei Padri Fondatori del Movimento e dei Cattolici per la Vita della Valle, se si eccettua la voce roca per gli sforzi eccessivi al corteo di sabato 10 Maggio.

“Per portare la bellezza e la forza della Valle di Susa in ” dice il suo pieghevole che lo presenta come candidato europeo nella lista L’altra Europa con Tsipras. Sta facendo la sua campagna elettorale da solo, senza neanche tanti appoggi dalla Lista perchè – ci tiene a precisare – “sono totalmente indipendente dalle molteplici sigle e ambienti che hanno lanciato la lista“.

Ci incontra nel nuovo Campus Einaudi dell’Università mentre gli piovono inviti telefonici da tutto il Piemonte ma riusciamo a ritagliarci il tempo di farci raccontare il suo pensiero.

 

GigiRL’Europa

TGV: la Lista Ts. è stata voluta da Sel e raccoglie l’impegno degli ex Ingroia, intellettuali, briciole della sinistra storica. Ti ritrovi personalmente in una di queste aree?

G.R.: La non è stata voluta da Sel ma proposta da alcuni garanti tra cui Barbara Spinelli, figlia di Altiero, Guido Viale e Marco Revelli e altri. Io mi sono ritrovato in questa Lista come espressione della società civile e dei movimenti. Non sono in quota nè per Sel nè per Rifondazione, non dipendo da nessuno e per la campagna elettorale mi autogoverno completamente. Sono totalmente indipendente come da spirito dei garanti della Lista. Quella di riferire la Lista a Sel è stata una speculazione mediatica. I personaggi della tradizionale non c’entrano assolutamente nulla in una campagna elettorale come la mia, fatta con i territori e le realtà di lotta.

 

TGV: Alcuni di questi promotori, come la Spinelli, hanno dichiarato l’intenzione di ritirarsi se eletti e cedere il posto. Non è un segno di scarsa considerazione dell’elettorato?

G.R.: No, mi sembra che Barbara Spinelli sia sufficientemente matura ed esperta della situazione politica italiana e , una delle firme più libere di tutto il giornalismo italiano per non lasciare trasparire quei pensieri. L’ho incontrata a Roma ed abbiamo parlato di tutto e mi sembra secondario che lei accetti o lasci il posto ad altri. Il problema è di capire che questa lista è profondamente diversa da altre esperienze del passato come quella di Ingroia o dei vari arcobaleni. E’ una Lista che nasce dal basso ed io ho accettato questa candidatura perchè credo che una nostra presenza in Europa aiuti i territori ad autorappresentarsi. Credo profondamente a una partecipazione democratica che possa ruotare intorno al mio nome. sono uno dei granelli di sabbia che potrebbero inceppare il vecchio modello di Europa per costruire un’altra Europa pacifica, solidale, giusta, libera. Questo mi interessa.
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TGV: Tra i candidati c’è Curzio Maltese, uno che non ha mai nascosto la sua ambiguità sulla questione del Tav …

G.R.: Non mi permetto di giudicare persone che conosco troppo poco. Io ho sentito Curzio fare un discorso molto laico sul giornalismo abbastanza onesto, credo, al Teatro Gobetti di Torino in cui ha spiegato come il giornalismo italiano vada avanti per campagne cercando di incatenare l’opinione pubblica ad argomenti assolutamente secondari e futili e in questo mi sento di condividere. Poi ognuno ha i suoi problemi che però non influenzano il mio sentire. Certo, per dirla tutta, forse avrei preferito avere come capolista Zagrebelski, uno di statura morale e intellettuale altissima. Non ho scelto io l’ordine dei nomi e il capolista ma auguro a tutti quelli che partecipano a questa avventura di maturare cammin facendo a contatto con la realtà non solo europea ma anche locale.

 

TGV: Per chi vuole cambiare, gli obiettivi in questa fase politica, sia in europa che per il piemonte, sono : ridimensionamento del Pd e rendere affrontabile concretamente il dibattito su nuovo modello di sviluppo. Pensi che la Lista T. possa riuscire a tanto?

 G.R.: La Lista Tsipras è impeganata a livello europeo ed è la finanza che sta dettando i tempi purtroppo e quindi noi dovremo confrontarci con quei poteri forti e non trasparenti. Per quanto riguarda il Piemonte già l’altra volta la Bresso si è fatta un grosso autogoal mettendosi frontalmente contro la . Chiamparino addirittura è arrivato alla provocazione di dire che riunirà la prima giunta al cantiere in Val Clarea. Faccia pure e avrà delle sorprese. Se vogliono suicidarsi politicamente lo facciano, sono fatti loro.

Non ho seguito molto il confronto regionale. Sabato 17 sarò a Savigliano dalle 10-12 in piazza Santore di Santarosa per un dibattito a parlare di Tav e diritto alla resistenza, di altra velocità, e saro li con il presidente dell’Associazione Italiana Esposti Amianto e con il presidente dell’Ecoistituto di Ricerche per la Sostenibilità. Con loro, parleremo di inquinato, di tumori. Io insisterò sul principio di precauzione. C’è un articolo preciso, il 191 del trattato sul funzionamento dell’UE che parla di questo principio e cioè che bisogna proteggere l’ con interventi preventivi tutte le volte che si presentino dei casi di rischio. Bene, sappiamo che i primi 600 m di quella galleria che vorrebbero aprire a Susa sono pieni di amianto, che l’Ambin è pieno di uranio, che i due versanti della Valle sono pieni di amianto. E allora, dobbiamo aspettare i processi dell’Ipca di Ciriè, i morti dell’Olivetti per avviare iniziative contro i responsabili o non facciamo meglio ad avviare una politica di prevenzione, di attenzione per i bisogni prioritari del paese come la tutela della salute come ci ricorda l’art. 32 della Costituzione per esempio? La salute è un bene primario nell’interesse della collettività. Penso che la nostra lotta ultraventennale contro il Tav abbia dimostrato che noi non siamo egoisti: la difesa della salute, dell’ e della democrazia sono una cosa sola. Difendendo in Valle queste priorità diamo anche un esempio al paese di come dobbiamo muoverci per cambiare le cose.

Il 6 Maggio sono venuti degli studenti berlinesi a visitare la nostra Valle. Fanno parte di un equipe che a Luglio aveva relazionato all’Accademia delle Scienze di Berlino sui progetti transfrontalieri e sul loro impatto sulle popolazioni locali. Li abbiamo accompagnati in Clarea, io, Claudio Giorno Paolo Perotto e Eleonora Ponte di Etinomia. Passato il ponticello sul torrente abbiamo ammirato un paio di esemplari di orchidee selvatiche quand’ecco che sbucano dalle reti i carabinieri in mimetica. Ci han chiesto passaporti e documenti. Ho avuto il tempo di estrarre dallo zaino la Costituzione e di leggere loro l’articolo 9 sulla tutela del paesaggio, il 16 sulla libertà di circolazione, il 32 sulla difesa della salute,. Quei giovani carabinieri mi hanno ascoltato poi ci hanno restituito molto in fretta i documenti perchè certo non erano li per ascoltare una lezione sulla Costituzione e alla fine gli ho anche dato la mia propaganda elettorale dicendo: “Guardate qui, tra i punti qualificanti del mio programma pretendo la messa al bando dei gas Cs perchè sono cancerogeni e mutageni e voi li state respirando come noi”. La nostra battaglia ha un respiro universale.

 

TGV: La critica   sostanziale che si fa alla ListaTsipras è di mettere a repentaglio la possibilità concreta di dare un colpo mortale al sistema di potere attuale, sottraendo voti alla forza che ha più probabilità di darlo questo colpo…Cosa non va nel programma dei 5S? Cosa c’è di cosi diverso da voi?

 G.R.: Bisogna distinguere le cose, non fare confusione. Io non voglio giudicare l’impegno dei singoli 5 Stelle e neanche la loro ambizione di portare una ventata nuova, come anche vogliamo noi, in Europa. Però il programma loro è molto inadeguato: questa storia del referendum contro l’euro fa ridere. Come fai a contrastare la finanza internazionale? Sai cosa significa uscire dall’euro per le nostre esportazioni? Vuol dire mettere il paese in ginocchio, un paese che ha già qualche limite strutturale non indifferente per quanto riguarda le materie prime.

Ma qui il problema non è tanto il braccio di ferro con Pd o 5Stelle, il Pd ci pensa da solo a rovinarsi. Il problema è che i 5Stelle non hanno ancora sciolto il loro orizzonte: con questa storia che non sono nè di destra nè di sinistra rischiano di imbarcarsi in situazioni molto critiche. Pensa al fenomeno della Lepin. Loro si sono differenziati ma i voti poi vanno riempiti di contenuti e se ci fosse poi un’attrazione di voti verso la destra nazionalista, di chiusura identitaria, temo che i 5Stelle non avendo delle coordinate culturali salde, perchè c’è un problema di politica culturale di fondo nel M5 Stelle, corrano il rischio di essere risucchiati da una detra più organizzata, non solo in Francia ma anche nell’est. E già sappiamo cos’è quella in Ungheria. Quindi direi che il discorso debba essere fatto in altra direzione.

C’è poi il problema dell’Ucraina. Io ho aderito alla proposta del documento di Franco Gesualdi , un allievo di Don Milani, per cui dovremmo essere in grado in politica estera di fare proposte concrete che non ci mettano nelle mani dei blocchi est o Ovest ma che sviluppino un pensiero autonomo: come Europa dobbiamo fare proposte di pace, di solidarietà.

Il Pd non è un’alternativa alla Merkel perchè il Pd sarebbe disposto a fare in Europa quello che sta facendo in Italia cioè l’inciucio con la destra. Renzi è un democristiano di formazione ma non è nè Sturzo nè De Gasperi. E’ ormai chiaro a tutti che c’è un tale conformismo al ribasso che questa politica dell’inciucio sperimentata qui da noi, suddita dei poteri forti, quelli che Bobbio ci ha insegnato a combattere, se si rafforza il Pd a livello europeo non sarà certo rovesciata, Se stanno cosi bene con Alfano in Italia figurarsi se non troverebbero altri Alfano in Europa.

 

TGV: Tu di cosa ti occuperai a Bruxelles?

 G.R.: Da buon valsusino e montanaro sono abituato ad andare con i piedi ben piantati per terra. Mio padre mi ha sempre detto: “Guarda lontano ma fa attenzione a dove metti i piedi” Ma ciò su cui insisto nella mia campagna elettorale è di svegliare le coscienze e dare spazio ai movimenti in modo che ci sia la consapevolezza che non andiamo li a rappresentare o ad aprire scatole di tonno ma per dare spazio ai cittadini che con pari diritti e pari doveri esercitino una effettiva cittadinanza, che siano al nostro fianco. Io sarò davvero uno che conta uno e nella misura in cui dentro il mio voto confluisse la forza dei movimenti e dei territori, cercherò di onorare questo mandato per il Movimento No Tav e per tutti i cittadini che credono in una democrazia sostanziale.

 

Regione

TGV.: E alle regionali cosa voterà Richetto?

 G.R.: Sono molto indeciso perchè se bastasse votare 5Stelle per mandare a casa Chiamparino sarei molto felice di fare quella scelta. Da come sta andando la campagna per le regionali non c’è tanta chiarezza se non su questo nemico comune, uomo dell’inciucio e del Comune più indebitato d’Europa, però conosco molti compagni bravi nella Lista L’Altro Piemonte. C’è ancora tempo per pensarci ma non me la sentirei di dire votate questo o quello, piuttosto direi: votate secondo coscienza, votate persone valide, cerchiamo di non disperdere voti se possibile e di mandare a casa queste cariatidi del malcostume e della provocazione come il Chiamparino ha una volta di più dimostrato di essere venendo con Ferrentino in Valle dopo tutto quello che ha combinato Ferrentino…

 

Bussoleno

TGV. Invece sulla lista civica a Bussoleno, cosa ci dici? Com’è la situazione? Chi vince?

G.R. Ma li non cisono dubbi: la lista # 2, dove c’è anche mio figlio, quella di Casel, è la lista del cambiamento. Ci sono due liste apparentemente entrambe di sinistra. C’è da dire che la sindaca di Bussoleno ha partecipato alla manifestazione No Tav di Torino insieme ad altri sindaci. Io non ho nulla di personale contro di lei penso però che Bussoleno abbia bisogno di qualcosa di più e che la lista di Casel sia una buona lista, più legata ai bisogni del paese e che può indicare un rinnovamento sostanziale nel breve periodo e mi pare che i cittadini di Bussoleno si stiano orientando in quella direzione. L’ultima volta la lista di Casel ha perso per solo 4 voti quindi oggi dovrebbe fare meglio.

 

Cattolici e informazione

 TGV. C’è un fatto di oggi da commentare, che riguarda la Valle di Susa e i cattolici in generale: la notizia che Ltf abbia acquistato o concordato con il periodico cattolico La Valsusa uno “spazio di dibattito” sul Tav. Cosa ne pensi?

G.R. Io mi ritovo sulla linea del Comitato Susa-Mompanteroche è stato fortemente critico verso un giornale che non è equidistante mentre dovrebbe esserlo per dare un’informazione corretta. Accettare un condizionamento da parte di Ltf squalifica la stampa cattolica perchè la fa succube dei poteri forti. Per fortuna su quel giornale c’è anche una pagina aperta ai lettori dove si esprimono prevalentemente critiche al Tav ma è proprio il metodo che è sbagliato: non puoi, perchè ti danno dei soldi, appaltare una pagina intera a Ltf perchè vuol dire che tra Dio e Mammone scelgono Mammone. Non entro nel punto di vista teologico. Con Dio ognuno se la vedrà individualmente ma certo la Valle   si merita un’informazione più corretta tanto più che alla Valsusa giornale ci lavorano diverse persone intelligenti che seguono il Movimento No Tav da sempre: mi viene in mente un bel reportage da L’Aquila quando il Movimento era andato all’incontro tra sindaci con la proposta di usare i soldi del Tav per la ricostruzione della città. Sono quindi convinto, per parafrasare Gramsci, che la forza della ragione agisce anche tra i cattolici. Se poi questa ragione ha un nome che è lo Spirito, esso soffia dove vuole e farà saltare tante di quelle quercie che se loro si mettono sotto la tutela di Ltf vuol dire che non seguono lo Spirito ma l’interesse di Mammone che ha i giorni contati. Quel sistema li, che in Sicilia chiamerebbero “della fetenzia” si sta sbriciolando. Pensiamo all’Expo: sono alla frutta Non hanno più pudore, non hanno ancora consapevolezza di essere neanche più sul Titanic ma già sui relitti del Titanic.

 

L’antifascismo

TGV: Sei sempre stato in prima fila sull’antifascismo militante. Nei giorni scorsi è uscita una lettera di Diego Novelli, presidente provinciale dell’Anpi che, a differenza di un’altra sua lettera di tre annni fa in cui diceva che pur non prendendo posizione pro o contro il Tav sosteneva che il problema da affrontare fosse quello della democrazia. Invece, in quest’ultima lettera, si limita a dire che l’Anpi non deve prendere posizione sul tav. Cosa ne pensi?

G.R.: Ho grande stima di Diego Novelli quindi non voglio tranciare giudizi. Diego, proprio perchè è avanti negli anni, ha avuto più anni di altri per documentarsi sul Tav e questa dichiarazione non è delle sue migliori. Come Caselli diceva “Non mi pronuncio sul Tav, non conosco abbastanza la questione“. Ma come? Veniva a fare le vacanze in Val Susa, ci conosceva uno per uno, sa benissimo che persone siamo e si mette a fare il discorso del terrorismo? Ebbene, se sei antifascista non dovresti avere dubbi perchè quando hai la militarizzazione del territorio, quando il consenso è estorto con la forza, con i fili spinati,quando si bruciano i presidi, quando le donne vengono maltrattate e rovinate, come Marinella che nel 2010 venne calpestata dagli uomini in divisa, dubbi non dovrebbero esserci. Penso che l’unica divisa per tutti dovrebbe essere quella dell’onestà, prima di tutto intellettuale. Se qualche anno fa potevano ancora esserci dubbi sulla natura del Tav, adesso alla luce anche di tutte le inchieste i dubbi dovrebbero essere caduti. Nando Dalla Chiesa è stato esplicito su Expo 2015 e le sue dichiarazioni non lasciano dubbi su qual’è il suo giudizio sulle grandi opere. Cosa si aspetta ancora per capire cosa sono le grandi opere? Basta leggere il libro di Imposimato per sapere che Falcone e Borsellino stavano studiando il “modello tav” dove sta la matrice di tanti disastri finanziari, morali e politici. Se non vogliamo guardare in faccia la realtà non guardiamola ma lasciamo stare l’antifascismo e la Resistenza perchè i partigiani si rivolterebbero nella tomba a sentire parlare di equidistanza tra l’onesto e il disonesto. (F.S. 13.5.2014)