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Una cena da niente…

Digiuno perché ho fame di giustizia. Questo il filo conduttore di una giornata veramente particolare, quella di domenica 9 febbraio, organizzata a Villardora dal Gruppo Cultura di Etinomia e iniziata con l’incontro organizzato in collaborazione con il Grande Cortile.

Un incontro che ha proposto due ospiti davvero propositivi, Riccardo Petrella e Gianluca Solera, il primo professore universitario in pensione, residente in Belgio ma cittadino del mondo perché ideatore dell’università del bene comune e convinto assertore della necessità di dichiarare illegale la povertà ed il secondo, residente in Egitto, ambientalista da sempre, ricercatore e scrittore, approdato in terra valsusina con il suo nuovo libro che guarda alle radici comuni dei popoli del mediterraneo, ai vari movimenti che li stanno interessando, lievito di un futuro altro.

il grande cortile 9-2-14Con i due relatori, presentati ed accompagnati nella riflessione dal presidente di Daniele Forte, è stato possibile ripensare al  mondo odierno, su quanto sta accadendo, su dove sta andando, trascinato da poteri forti che richiedono altrettanto forti consapevolezze e scelte.  Certamente diverse da quelle che i poteri vorrebbero.

A questa prima parte è seguita l’apericena, che ha voluto essere un  modo provocatorio, alternativo, di ritrovarsi a tavola, dove il piatto è rimasto vuoto, desideroso solo di essere riempito di giustizia, di gesti amichevoli e solidali.

Conduttori di sala i Fabula Rasa, che hanno saputo incantare, far partecipare a questa sorta di cena immaginaria dove le varie portate, racchiuse su piccoli foglietti, sono state distribuite di volta in volta, tra un intervallo e l’altro in cui vi sono stati gli interventi musicali di Ilio Amisano e Beppe Turletti o i testi letti  da Daniele Forte e da alcuni amici: la cena di Gesù.. sulle tracce di Pasquale …. Il sabato del villaggio segusino… echi dalla Clarea… vibrazioni argentine…. Il riso vien mangiando…. Portata dopo portata spontaneamente  si è iniziato ad interagire con gli attori, con battimani, accompagnamento delle musiche, battute. Terminando in allegria  con il finale scrosciante dove  caraffe piene d’acqua e bicchieri si sono trasformati in tanti zampillanti ruscelli.

Palpabile l’allegria e la serenità che sono venute da questa esperienza che si è conclusa, come d’obbligo, con il pagamento del conto (salato e certificato…) dove ciascuno ha pagato una o più portate, divenute infine  1500 euro che sono stati devoluti alla raccolta fondi per la copertura delle spese legali per gli amici Alberto,  Giorgio  e Loredana.

A loro è stato dedicato un pensiero liberamente tratto da Osho, “Il libro della comprensione”.

“La rivoluzione attiene al mondo politico. Un ribelle è un fenomeno spirituale, spiritualità nella forma più pura. Il futuro non ha più bisogno di rivoluzione,il futuro ha bisogno di un nuovo esperimento che non è ancora stato tentato. Forse il tempo non era maturo, ma ora il tempo non solo è maturo, il tempo sta per scadere. Nei decenni a venire sulla terra farà la sua comparsa un nuovo essere umano con una visione diversa. Quell’uomo sarà un ribelle”.

 

Gabriella Tittonel

11 febbraio 2014

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