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Uno scambio di vedute nel processone. Per la difesa il movimento è uno.

Alle 17 la sentenza del Processone con la procura di Torino all'attacco

Di Valsusa Report

Una replica portata dal Procuratore Generale dove l’impianto dell’accusa tende a spaccare il movimento No Tav “perché la divaricazione tra i pacifici e i violenti è nettissima, quindi è inutile tentare di coinvolgere anche i pacifici in questa volontà collettiva, -e ancora – è una volontà scorretta, attingere in un unico sentimento i due modi di manifestare. Credo sia opportuno sottolineare questa assoluta diversità che vi è perché io credo che questi metodi violenti non fossero condivisi dalla maggioranza delle parti, e i fatti dimostrano che non è così. Allora è un’altra la domanda che dobbiamo porci, domanda che è sottesa alla decisione che il giudice deve prendere”.

Cosi la durata della replica che per processo spetta al procuratore generale ha occupato parte della mattinata, fino alle ore 11 poi la volta dei difensori che rispondono punto per punto, inizia l’avvocato Novaro che sul punto ribatte quasi come un movimentista. È una cosa comune a tutti, chi parla di tav prima o poi ne rimane intrappolato proprio per la percezione di ingiustizia percepito.

Novaro nella replica definisce i confini “strabordanti del procuratore Saluzzo” definendo “una delle caratteristiche del movimento no tav  è di essere sempre stato un movimento inclusivo, pratiche sempre tutelate, protette e fatte proprie, alcuni imputati hanno citato la rappresentazione plastica di queste vicende, quando c’è stato il tentativo di tirare giù le reti in zona centrale idroelettrica si sente e si vede chiaramente come ci sia un gruppo di persone che tiene una condotta di rilevanza penale, violenta , ci saranno poi condotte violente contro la polizia che spara un numero incredibile di lacrimogeni, la gente non si sottrae, ci sono centinaia di persone che rimangono in loco e fanno quella classica battitura che caratterizza le manifestazioni, c’è una sorta di condivisione, comprensione, solidarietà verso chi tiene condotte di rilevanza penale .. si voleva buttare giù quelle reti, come gesto simbolico di contrasto e contrarietà con quel cantiere in costruzione ” due visioni completamente opposte del processo.

Dopo le 17 la sentenza sentenza per i fatti del 2011.

V.R. 17.11.16