Uranio impoverito, le nanoparticelle che uccidono i soldati

Le conclusioni della Commissione Parlamentare di inchiesta sull'uso dell'uranio impoverito confermano le ipotesi della produzione di nanoparticelle mortali

di Daniela Giuffrida.

“E’ necessario demolire una volta per tutte l’ipotesi che l’uranio depleto, in quanto tale, possa essere la causa di induzione di tumori nei militari che hanno soggiornato in luoghi bellici ove lo stesso è stato utilizzato.

Se si continuasse a perseguire tale ipotesi, considerando le caratteristiche fisiche dell’uranio depleto, si sarebbe portati a negarne la responsabilità. Invece, dev’essere ricordata la responsabilità di tali proiettili nel generare le nanopolveri che sono in effetti la vera causa dell’induzione di molte forme tumorali. In conclusione si può affermare, che l’uranio depleto è il mandante e le nanopolveri l’esecutore.”

Queste le conclusioni a cui è arrivata la Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell’utilizzo dell’, alla fine della seconda giornata di attività che ha visto il seguito dell’audizione del Presidente dell’Associazione italiana di Radioprotezione medica, Giorgio Trenta.

Compito della Commissione ha detto il presidente, l’on. Scanu (PD), non è stabilire il nesso di causalità fra l’uranio impoverito e l’insorgenza di forme tumorali ma “fare chiarezza sulla multifattorialità di un contesto, per verificare quanto questo contesto possa essere considerato responsabile di malattie professionali o di decessi. “

Ma questa chiarezza non era sembrata così evidente nemmeno in questa seconda audizione, dal momento che il prof. Trenta ha ribadito più volte nel corso della stessa che sostanze radioattive come Uranio e Torio vengono assorbite e respirate dall’uomo, giornalmente e che nessuno di noi muore a causa della loro presenza nel nostro organismo.

Dopo uno svolgimento piuttosto anomalo della seduta, fra dubbi, equivoci e mancate risposte da parte del prof. alle domande inoltrategli durante la prima audizione da alcuni presenti, la scorsa audizione si è conclusa con la richiesta di disponibilità, avanzata al prof Trenta dal presidente Scanu per altra, possibile, futura audizione volta a chiarire altri dubbi.

Dura la reazione dei deputati M5S componenti la Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito Giulia Grillo e Gianluca Rizzo, secondo i quali ” L’inchiesta della Commissione della Camera sull’uranio impoverito è a una svolta e sta emergendo la verità in tutta la sua importanza: siamo di fronte a una strage di Stato e il mandante è l’uranio impoverito utilizzato nei teatri bellici – hanno dichiarato attraverso un comunicato ufficiale – Tutto questo si sta scrivendo, nero su bianco, grazie al lavoro della Commissione che è riuscita a strappare nell’ultima audizione una verità che si stava tenendo nascosta”.

“Giorgio Trenta – denuncia il M5S – presidente dell’Associazione italiana di radioprotezione medica solo alla seconda audizione e grazie alle continue sollecitazioni della Commissione, ha esplicitato quanto inizialmente aveva tenuto sotto traccia: l’uranio è il mandante della formazione delle nanoparticelle di metalli pesanti, come la consulente della Commissione Antonietta Gatti ha dimostrato da anni. Quindi è la causa indiretta, ma comunque la causa, dei tumori».

Ma il prof. Trenta è stato incastrato (affermano i pentastellati) dalle sue stesse perizie firmate in tribunale”, infatti, lo stesso Trenta che nella prima audizione si era preoccupato di non riferire sul ruolo devastante delle nanoparticelle prodotte dall’esplosione di proiettili a uranio impoverito, riferendo soltanto degli effetti patogeni legati alla radioattività dell’uranio depleto, è stato messo alle strette e non ha potuto che confermare quanto da egli stesso affermato, nel corso di alcune consulenze tecniche d’ufficio (le cui relative cause si sono concluse con la condanna del Ministero della Difesa) ovvero il nesso di causalità” fra le neoplasie, oggetto di richieste di causa di servizio e l’esposizione alle nanoparticelle subita dagli stessi militari richiedenti, nei luoghi in cui si erano svolte le missioni militari..

“Stralci di quelle consulenze – affermano i deputati del M5S nel loro comunicato – sono state lette dal presidente Scanu e confermate interamente nel loro contenuto dallo stesso professor Trenta. E così il velo delle omissioni è stato squarciato”.

(D.G. 26.03.16)