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Venezuela: il popolo in rivolta per difendere i diritti costituzionali

In Venezuela il popolo si ribella contro l'offensiva delle destre per disarcionare la democrazia.

Un altro tentativo delle destre in America del Sud, questa volta in , di sovvertire l’ordine democratico. Ma il popolo si ribella e difende le conquiste acquisite.

Il popolo venezuelano si è mobilitato dopo che l’Assemblea controllata dalla destra ha indetto una riunione straordinaria per portare a termine un colpo di stato parlamentare.

Giovani, donne, anziani e rappresentanti di diversi settori della vita del paese si sono mobilitati nella sede dell’Assemblea nazionale per respingere il documento che promuove la rottura dell’ordine costituzionale e l’invito della comunità internazionale all’intervento in Venezuela, oltre allo scioglimento dei principali organi costituzionali del paese.

Un golpe in piena regola voluto dalla destra del paese (protagonista del resto già del colpo di stato contro il Presidente Chavez nel 2002 e delle famigerate Guarimbas nel febbraio del 2014), oggi maggioranza in Parlamento.

L’opposizione venezuelana, che ha una maggioranza parlamentare, ha annunciato domenica in conferenza stampa la “rottura dell’ordine costituzionale”, dopo che il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) ha deliberato di sospendere temporaneamente la raccolta dell”1 per cento delle firme per il cosiddetto referendum revocatorio contro il presidente Maduro, dopo le palesi e ripetute irregolarità rilevate da diversi tribunali penali.

I rappresentanti della destra hanno anche chiesto la rimozione del presidente costituzionale, per “abbandono del suo dovere per il suo viaggio di lavoro nei paesi OPEC e non senza l’autorizzazione del Parlamento”. Lo riporta Telesur.

Appena fuori l’Assemblea nazionale, durante la votazione del documento, la popolazione ha protestato contro le risoluzioni adottate e un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione nei locali dell’Assemblea Generale.

“Quello che ha fatto oggi la Mud è stato un atto gravissimo. Si è trattato di un vero e proprio tentativo di colpo di stato parlamentare, ma non avrà successo. La storia è ciclica, la gente difenderà ancora la rivoluzione bolivariana (…) Le persone in strada si sono mobilitati per difendere il paese”, ha sottolineato il deputato socialista Elias Jaua.

I leader chavisti hanno chiamato alla calma e chiesto di assembrarsi tutti a Piazza Bolivar, limitrofa alla sede dell’Assemblea Nazionale.

Il Presidente del Parlamento e leader della destra venezuelana, Henry Ramos Allup, ha annunciato che sfiderà apertamente la decisione della Corte Suprema per la violazione delle decisioni della magistratura, e intraprenderà un “processo politico” contro il presidente Nicolas Maduro. Dichiarazioni che dovrebbero scuotere le coscienze di ogni democratico vero nel mondo.

“Questo è un tentativo grossolano di copiare il colpo di stato che si è verificato in Brasile, Paraguay e Honduras”. E’ la denuncia del deputato socialista, Hector Rodriguez in conferenza stampa. “In Venezuela non ci sono le condizioni per imporre un colpo di stato” parlamentare. “Questa Assemblea non ha alcuna validità legale, giuridica e politica per imporre queste decisioni. E’ una follia che cadrà nel vuoto quello che vogliono fare oggi”, ha dichiarato il deputato.

Durante il suo discorso all’Assemblea Legislativa durante la sessione straordinaria, Earle Herrera, ha ricordato che non è la prima volta che l’opposizione cerca una via incostituzionale contro il governo. “Ogni volta che si è tentato di violare la Costituzione, approvata dal popolo in un referendum, sono stati sconfitti dal popolo. E sarà lo stesso questa volta”.

Nancy Villegas era una delle donne bolivariane che hanno preso parte alla sessione speciale: “Con il presidente che sta viaggiando a difesa dei prezzi del petrolio lo vogliono deporre. Non glielo permetteremo. Credono che questo sia il Paraguay ? O il Brasile? si sbagliavano. Qui non si perde né il paese, né la rivoluzione “, ha detto a RT.

“L’articolato della nostra Costituzione spiega in modo chiaro che la sovranità risiede nel popolo e ora la gente è per le strade a difesa del voto con il quale è stato eletto Nicolas Maduro Questo non è il Brasile, questo non è il Paraguay, questo non è l’Uruguay, questo è il Venezuela e la rivoluzione bolivariana”, ha spiegato a RT anche Jorge Nava, che con un megafono fuori dall’assemblea ha invitato il popolo chavista a mantenere un atteggiamento pacifico.

Alla fine della giornata parlamentare, il deputato Diosdado Cabello ha scritto nel suo account Twitter: “Ha concluso lo show di AN: Maduro rimane presidente, il Parlamento ha toccato il fondo, il popolo chavista moralizzato e in combattimento.”

Articolo del lantidiplomatico.it