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Via Rettighieri dentro chi?

Dispetto di Moretti ai politici o sono saltati gli equilibri interni alla lobby nel momento di decidere a chi vanno le fette della torta Tav? Lo sapremo col nome del nuovo incaricato

di Fabrizio Salmoni

Chiomonte, 13.3.2014.   Cosa c’è dietro la rimozione dell’Ing. dalla direzione dei lavori al cantiere di Chiomonte? Difficile dirlo. Le indiscrezioni parlano di equilibri interni al fronte politico-finanziario che vuole la Torino-Lione saltati e di conseguente necessità di un riposizionamento degli uomini-chiave. E’ persino dubbio che Rettinghieri sia saltato per volontà dell’Ad delle Ferrovie di Stato ma bensi del Ministro con cui l’ingegnere non andava proprio d’amore e d’accordo come riferiscono fonti presenti alla Conferenza dei Servizi di pochi giorni fa durante cui è stato colto uno scambio nervoso di opinioni. Lo stesso Moretti si è recentemente segnalato per pareri sfavorevoli al Terzo Valico (inutile e costoso) e anche, più velatamente, alla Torino-Lione per motivi analoghi mettendosi quindi in polemica con i fautori di entrambe le opere (che sono poi gli stessi). Ma la sostanza del discorso sembra essere questo: fatta la torta del malloppo Tav su cui tutti sono daccordo ora è il momento di assegnare le fette e qui iniziano i dissapori. E’ probabile che con la riconferma al Ministero, Lupi si senta forte abbastanza da spingere affinchè si faccia più posto a tavola per imprese della Compagnia delle Opere (leggi Comunione e Liberazione di cui Lupi è rappresentante) a discapito in qualche misura della Cmc e delle coop rosse ed abbia imposto un cambio di persone al vertice dei lavori che più gli aggrada o più direttamente controllabile. Si spiegherebbe cosi la reazione rabbiosa di , custode degli interessi delle coop, che parla di “ennesimo sgarbo” da parte di Moretti per una scelta “non motivata”. Linguaggio che suggerirebbe anche un’altra ipotesi, quella di  un dispetto bipartisan di Moretti ai politici.

La ragione di questo piccolo golpe ai vertici di Ltf si capirà meglio quando si conoscerà il nome del sostituto. Di sicuro per i No Tav cambia poco o niente se non che ogni problema interno al fronte avverso crea un vuoto di tempi, di decisioni, di lavori, di cui non si può fare a meno di rallegrarsi.

(F.S. 13.3.2014)