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Virano all’attacco dell’unità del Movimento No Tav

Il direttore generale di Telt, Mario Virano, propone un documento di pacificazione con il Movimento No Tav.

di Leonardo Capella

, durante la conferenza stampa seguita all’insediamento del consiglio di amministrazione di (Tunnel Euralpin Lyon Turin), del 16 marzo a Roma, ribadisce il suo solito ottimismo sulla Torino-Lione con parole che suonano di deja vu.

L’architetto afferma infatti che “Con l’insediamento del consiglio di amministrazione di Telt è evidente che l’opera si farà” e non poteva mancare lo slogan ‘l’Europa lo vuole’ e infatti Virano aggiunge: “Basta il buonsenso a capire che un’opera voluta dall’Unione Europea, dai parlamenti e dai governi dei due paesi, si realizzerà”.

Congiuntamente a questa ventata di ottimismo e novità, Virano coglie l’occasione per annunciare un documento proposto da Telt.

Il documento nasce probabilmente dalla necessità di coglie l’opportunità di incunearsi nella divergenza sulla gestione del problema Sanità che in queste ore investe Sindaci e Movimento . I primo infatti hanno concluso un discusso accordo con l’assessore Saitta, ritirando il ricorso sulla legge regionale che prevedeva un forte ridimensionamento del presidio ospedaliero di . Il Movimento per contro ritiene questo un tragico errore e ritiene che la salvaguardia del diritto alla salute debba equiparare, anche come prestazioni, gli abitanti della città quanto quelli di montagna.

Il contenuto del documento è condensato nelle dichiarazioni dell’architetto: “Non chiediamo abiure ma una deradicalizzazione del clima. Ognuno manterrà le sue posizioni e chi è contrario certamente vigilerà sul corretto svolgimento dei lavori. Ma smettiamola di continuare un braccio di ferro ormai fuori dall’attualità”. Parole seguite da: “Ognuno faccia un passo indietro”, con un indicazione del contenuto del testo che “auspica una nuova fase di dialogo basata sul riconoscimento del dissenso, purché espresso nella legalità”.

Nulla di nuovo in realtà. Il libero e pacifico dissenso è già costituzionalmente sancito e attuato. Anche la fase di controllo, come ultimamente le varie Procure italiane mostrano, è già in essere. Molti sono gli esposti, denunce e analisi puntuali sul progetto da  parte degli oppositori.

La novità, se proprio vogliamo chiamarla così, sta nella contropartita che Telt propone a questa ‘pacificazione’, una sorta di ‘un poco per uno non fa male a nessuno’. 

In prima battuta viene proposta una nuova fase di condivisione delle ricadute occupazionali dell’opera, queste per altro già previsto sia nelle altisonanti dichiarazioni dell’Osservatorio sulla Torino-Lione sia da una legge della Regione Piemonte (Legge Regionale 21 aprile 2011 , n.4 – Cantieri – Sviluppo – Territorio ), cercando così di mantenere le simpatie degli imprenditori e provando a sollecitare le maestranze.

Per provare ad ingraziarsi il Movimento No , si propone una revisione delle iniziative giudiziarie intraprese da Ltf con richieste di indennizzi simbolici. Magari, ci chiediamo, con anche la restituzione di quanto già versato nella sentenza ‘Trivella Autoporto’?

Ma è nell’ultima proposta di maggiori compensazioni, per allettare gli amministratori, dove forse si scorge una delle reali motivazioni. Il direttore di Ltf, Maurizio Bufalini, ha quantificato in 20 milioni di euro il costo della sicurezza del cantiere di . Costi che potrebbero essere riutilizzati come ulteriori compensazioni, seconda la proposta di Telt. 

Concludendo con queste parole la conferenza stampa: “Speriamo che questo serva davvero a cambiare lo scenario  perché sarebbe davvero contro il buonsenso proseguire nel clima di contrapposizione di questi anni”.

Evidentemente il peso economico di questo apparato poliziesco comincia a farsi sentire e la possibile aperture di nuovi cantieri in valle, molto  probabilmente, preoccupa sia per le difficoltà logistiche che per quelle economiche.

In conclusione della conferenza stampa, Virano, ha anche indicato che il documento con le proposte di Telt  verrà inviato nei prossimi giorni a tutti i movimenti e alle forze politiche che si oppongono all’opera. 

Evidentemente il binomio Movimento No Tav e Sindaci crea parecchie preoccupazione. Crediamo che questa mossa dell’architetto vada interpretata con la chiave di lettura del divide et impera.

L.C. 17.03.2015